La codifica è stata svolta in XML, secondo lo standard proposto nelle linee guida del Consorzio TEI. Non volendo presentare un’edizione critica, ma una piattaforma che restituisse le varie redazioni note, la codifica è stata effettuata separatamente: ogni testimone, perciò, costituisce un file XML a sé stante. Per la realizzazione della sezione TESTO, si è deciso di utilizzare xi:include, recuperando quindi i dati dai vari file XML e riunendoli in un unico documento. Questo è stato sottoposto a due fogli di trasformazione differenti (XSLT), per la creazione della pagina HTML rispettivamente del testo dell’edizione e dell’indice dei nomi. L’indice dei nomi applica il foglio di stile CSS del resto del sito, mentre una specifica stilizzazione viene applicata al testo dell’edizione.
L’uso delle parentetiche risulta piuttosto regolare; per questo motivo si è scelto di integrare le parentesi di
chiusura mancanti, codificando l’intervento attraverso l’elemento <supplied> e attributo
@reason=“omitted-in-original” (senza contare les employes che appartengono a tutti e sette >
(senza contare les employes che appartengono a tutti e sette
<supplied reason=“omitted-in-original”>)</supplied>).
In armonia con i criteri di trascrizione prestabiliti, gli interventi riguardanti accenti, apostrofi ed elisioni sono stati opportunamente segnati in sede di codifica tramite l’elemento <supplied> e l'attributo @reason con i suoi relativi valori, "omitted-accent" e "omitted-apostrophe" (perch<supplied @reason="omitted-accent">é</supplied>). Analogamente, sono stati reintegrati tutti gli apostrofi omessi in presenza dell’indeterminativo femminile davanti a vocale (un altra donna > un’altra donna etc.).
Talvolta, il testo presenta dei refusi che sono stati codificati con <choice>, <sic> e <corr> (<choice><sic>Nigregia</sic><corr>Nigeria</corr></choice>).
Lo studio delle carte ha suggerito all’editrice di non ricondurre tutte le lezioni sottolineate alla mano di Nievo: in tale contesto, la codifica TEI XML ha permesso di unire alla sottolineatura (tramite l’elemento <hi> e l’attributo @rend con valore "underline") anche l’indicazione
della mano responsabile della sottolineatura (tramite l’attributo @resp, con valore “#archivista”, qualora la mano non sia quella di Nievo).
L’uso combinato degli elementi <choice>, <abbr> (che codifica l’abbreviazione a testo) e <expan> (che contiene il relativo scioglimento) viene utilizzato per le abbreviazioni che sono state sciolte.
Il manoscritto presenta talvolta degli spazi bianchi, lasciati probabilmente da Nievo per potervi ritornare in un secondo momento: questi vengono segnalati dall’elemento <gap> con attributo @reason e il relativo valore "blank space". Lo stato di conservazione dei manoscritti presenta delle lacune che vengono codificate con l’elemento <damage> e con l’attributo @agent cos’ha causato il danneggiamento ("cut", "water", "fire" e "glue"), nell’ultimo caso viene inoltre definita "macchia" come tipologia di danno. Qualora la lezione dell’autore non fosse leggibile, o non fosse ricostruibile a causa del danneggiamento, vengono introdotte le cruces desperationis.
Nella pratica scrittoria, capita che Nievo ometta delle cancellature, causa inattenzione, dimenticanza o rapidità nella correzione: queste vengono codificate con l’elemento <surplus reason="missed delations">. I vari interventi dell’autore sul testo vengono identificati e segnalati attraverso l’elemento <mod> il cui attributo @change porta il valore "intervento-1", "intervento-2" o "intervento-3", per restituire la temporalità nella pratica scrittoria.
Oltre agli elementi propri al manoscritto nella sua materialità e nella sua rielaborazione, vengono codificati i forestierismi o prestiti linguistici con l’elemento <foreign> che vengono associati alla lingua d’origine (latino, spagnolo, turco, arabo, inglese, francese ed ebraico). Inoltre, vengono codificati i personaggi storici con i <persName>, con cui viene in seguito realizzato l’indice dei nomi. Infine, sono state identificate le citazioni ed esplicitati i relativi riferimenti bibliografici.
Federico Siragusa